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Strade dello Zafferano, 10-12 novembre, San Gavino Monreale, Turri e Villanovafranca

zaffer I tre Comuni del territorio previsto dal disciplinare dello Zafferano di Sardegna DOP, San Gavino Monreale, Turri e Villanovafranca, si uniscono per un progetto di conoscenza e valorizzazione del loro prodotto più prezioso, la saporita spezia che condisce molti dei piatti tradizionali della cucina sarda (dall’antipasto al dolce), in una manifestazione di grande richiamo, che organizza visite guidate fra i campi in piena fioritura, gite e gare in bicicletta, mostre, spettacoli, mercato, concorsi a premi, workshop, eventi gastronomici, concerti e laboratori dei saperi locali.

La Condotta Slow Food di Cagliari, da sempre a fianco dei produttori di Zafferano ed ispiratrice della nascita del Presìdio Slow Food dello Zafferano di San Gavino Monreale, riconoscimento che ha anticipato la successiva DOP Zafferano di Sardegna, è partner dell’organizzazione della manifestazione “Strade dello Zafferano di Sardegna DOP” che coinvolgerà i tre Comuni dal 10 al 12 novembre prossimi. Il programma, curato dall’Associazione Enti Locali per lo Spettacolo, è ricco di momenti per piccini, grandi, famiglie e appassionati della scoperta di come bontà e bellezza si riuniscano in una festa di fiori colorati e saporiti, di prodotti artigianali locali, di sapori e gusti elaborati da validissimi e giovanissimi chef, in mezzo a borghi dalla storia millenaria e piacevoli da scoprire a piedi, in bicicletta o con la mobilità sostenibile garantita da bus navetta che collegheranno i tre centri.

Lo zafferano è una coltura praticata da sempre in Sardegna, che offre un ottimo valore economico ai produttori, ma che ha bisogno di essere conosciuta e valorizzata con confezioni in stimmi ed un packaging che li faccia vedere ed apprezzare, evitando acquisti di prodotti già macinati, spesso di importazione, che in realtà mischiano spezie diverse. Lo Zafferano sardo ha bisogno di poche quantità per insaporire splendidamente i piatti e proviene da coltivazioni solo manuali che sono sostenibili al 100%.

Ecco gli appuntamenti con Slow Food Cagliari, mentre tutto il programma della manifestazione è scaricabile a questo link.

Sabato 11 novembre – mattina – Sala Conferenze Museo Archeologico Su Mulinu – Villanovafranca, Piazza Risorgimento 6

  • Ore 10-11.00Workshop sulla spesa consapevole – Raimondo Mandis, Fiduciario Slow Food Cagliari:
    • Selezione dei prodotti del territorio
    • Comportamenti d’acquisto
    • Comparazione prodotti di largo consumo e artigianali o dei produttori
    • Storia d’azienda: la produzione di Zafferano di Sardegna DOP a Villanovafranca (Ivan Cortis)
    • L’esperienza ed il valore dello Zafferano in Marocco (con il Prof. Ahmed Ait Oubahou, Direttore Studi e Ricerche Istituto Agronomico e Veterinario Hassan II di Agadir, Marocco)
  • Ore 11.00 – 12.00 Show Cooking dello Chef Andrea Pani (organizzato da Associazione Enti Locali per Spettacolo)
  •  Ore 12.00-13.00 – Laboratorio sui dolci tipici con lo zafferano – Raimondo Mandis, Esperto Slow Food:
    • Caratteristiche dei dolci tipici sardi e loro materie prime
    • Valore nutrizionale dei dolci tipici
    • Cultura e tradizioni nei dolci

Il laboratorio sarà gratuito ed a numero chiuso, fino al massimo di 30 persone: prenotazioni ai desk informativi o al Cell. 3405529332 o via mail a slowfood.cagliari@gmail.com

 

Sabato 11 novembre – pomeriggio – Casa Museo, Turri, Piazza Pertini e vicinanze

  • Ore 15.00-16.00 – Workshop su agricoltura familiare – Anna Cossu, Esperta Slow Food Cagliari:
    • Sostenibilità dei prodotti del territorio
    • Multifunzionalità delle aziende agricole
    • Storia d’azienda: la produzione di Zafferano di Sardegna DOP a Turri – la famiglia Picchedda
    • L’esperienza ed il valore dello Zafferano in Marocco
  • Ore 16.00-17.00 -  Show Cooking dello Chef Alberto Sanna (organizzato da Asso Enti Locali per Spettacolo)
  • Ore  17.00-18.00 Laboratorio sulle birre artigianali speziate – Anna Cossu, Esperta Slow Food Cagliari:
    • Utilizzo delle spezie nelle birre artigianali
    • Abbinamenti con prodotti tipici del territorio

Il laboratorio sarà gratuito ed a numero chiuso, fino al massimo di 25 persone: prenotazioni ai desk informativi Sagra o al Cell. 3405529332 o via mail a slowfood.cagliari@gmail.com

 

Domenica 12 novembre – ore 9.00 – 13.30 – San Gavino Monreale, Sala Pro Loco di San Gavino Monreale – Piazza della Resistenza

Convegno: “Zafferano di Sardegna: identità, territorio e valore”

Moderatore: Raimondo Mandis (Fiduciario di Slow Food Cagliari, esperto in Cultura dell’Alimentazione)

Ore 9.00 Registrazione dei partecipanti
Ore 9.30 Saluti istituzionali dei Sindaci: Carlo Tomasi (Comune di San Gavino Monreale); Martino Picchedda (Comune di Turri); Matteo Castangia (Comune di Villanovafranca)
Ore 9.45 Francesco S. Sanna e Bruno Satta (Agenzia LAORE Sardegna): Sviluppo della Denominazione Zafferano di Sardegna DOP e della Filiera Cerealicola in Marmilla
Ore 10.15 Anna Barbara Pisanu (AGRIS Sardegna): Ottimizzazione delle tecniche colturali e possibilità di meccanizzazione nella raccolta dello Zafferano di Sardegna DOP
Ore 10.30 La voce dei produttori di Zafferano DOP: Fausto Caboni e Gavino Inconis (San Gavino), Sandro Picchedda (Turri), Ivan Cortis (Villanovafranca)
Ore 11.00 Show Cooking dello Chef Davide Bonu
Ore 12.00 La produzione di Zafferano in Marocco: Prof. Ahmed Ait Oubahou (Direttore Studi e Ricerche Istituto Agronomico e Veterinario Hassan II – Agadir)
Ore 12.30 Francesco Sanna (Presidente del Consorzio Sa Corona Arrubia): Valorizzazione del territorio e delle produzioni identitarie grazie al turismo
Ore 12.45 Il ruolo delle Associazioni di Categoria e dei produttori nella costruzione della Strada: Luca M. Sanna (ConfAgricoltura), Martino Scanu (CIA), Efisio Perra (Coldiretti)
Ore 13.15 Conclusione dei lavori

Pizza e birre artigianali da Levante con il Birrificio Rubiu, domenica 11 giugno 2017, ore 20.30 – Pizzeria Levante – Via Bacaredda, 99-101 Cagliari

Con l’arrivo del caldo estivo si ripropone uno storico abbinamento gastronomico, quello della fragrante pizza e della fresca birra, di cui forse conosciamo troppo poco, soprattutto nelle sue diversità e nelle scelte fra offerte che appaiono simili, ma che hanno alle spalle una ricerca sulle materie prime e sugli abbinamenti possibili.

Slow Food Cagliari vi propone una cena conviviale che cercherà di offrire, insieme al piacere di stare insieme, informazioni su caratteristiche degli impasti e degli ingredienti scelti ampiamente nella gastronomia sarda, fra cui interessanti abbinamenti con i Presìdi Slow Food del Casizzolu e del Bue Rosso del Montiferru, da sposare con una selezione di birre artigianali, che utilizzano materie prime selezionate e le esprimono al meglio con diversi stili birrari.

Con piacere vi invitiamo alla nostra iniziativa di domenica 11 giugno alla scoperta dei favolosi abbinamenti tra le pizze della pizzeria Levante di Cagliari e le loro birre del Birrificio Rubiu di Sant’Antioco, che dal 2009 produce birre non filtrate, non pastorizzate, senza conservanti, stabilizzanti o additivi aggiunti, che si sono aggiudicate numerosi e prestigiosi premi ai maggiori concorsi nazionali e internazionali.

Rubiu e Levante sono locali amici e Punti di tesseramento di Slow Food Cagliari, avendo abbracciato da sempre la filosofia di Slow Food per un cibo che sia buono, pulito e giusto e la ricerca della qualità, genuinità, tracciabilità degli ingredienti insieme alla fantasia nelle proposte. Altrettanto precisa è la scelta per ridurre al massimo sprechi e rifiuti, con l’utilizzo di materiali riciclati, riciclabili e d’origine naturale anche nei contenitori per portare a casa la pizza eventualmente non consumata, se non avete tanta fame.

Tiziana Cuccu e Fabrizio Melis ci guideranno raccontandoci le particolarità delle loro birre e la scelta degli abbinamenti con gli impasti e gli ingredienti delle pizze straordinarie che hanno scelto per noi, cotte nel forno a legna e con gusti legati ad accurate selezioni di prodotti tipici locali.

Ad ogni commensale verrà servito un quinto di ogni pizza accompagnato dalla birra in abbinamento e, così, avrete assaggi di cinque pizze e di cinque birre diverse, mentre una sesta birra accompagnerà il dolce.

La cena si svolgerà a Cagliari presso Levante, in Via Bacaredda 99-101, DOMENICA 11 GIUGNO alle 20,30. Il menu sarà il seguente, che propone pizze gourmet dall’impasto differente e birre artigianali:

Tipo di impasto

Condimenti

Birra abbinata

Stile Birrario

pizza impasto tradizionale con broccoli, stracciatella e gamberi marinati a crudo (olio, limone e coriandolo) Birra Triga Bière blanche al frumento crudo
pizza impasto al basilico con ricotta fresca,rucola e lardo Birra Lido Golden Ale bionda
pizza impasto tradizionale con purpuzza di bue rosso e pepe nero Birra Rais English Ale rubino
pizza impasto sapori antichi con sugo, erborinato di pecora, fave o piselli (saltati in padella) Birra Flavia Golden Strong Ale
pizza impasto allo zafferano con mozzarella, casizolu grattato, filetti di muggine di Cabras Birra Moresca Belgian Dark Ale
Torta vegana con scorza d’arancio o candita Birra Centesima American Porter

Ecco i prezzi:

Soci Slow Food

Soci Slow Food Giovani

Non soci

€ 25

€ 25

€ 28

Per prenotazioni e informazioni scrivere una mail a slowfood.cagliari@gmail.com o chiamare entro il 10 giugno ai seguenti numeri: Massimiliano (dalle 14 alle 16 e dalle 20 alle 22) al numero 366 4376560 oppure Raimondo (14-16 + 19-23) al 340 5529332.

Il pagamento deve essere effettuato in anticipo presso i componenti del Comitato di Condotta oppure tramite bonifico (Codice IBAN: IT42R0306904861100000016026) intestato a Slow Food Convivium di Cagliari n. 99, anticipando la ricevuta via mail.

Vi aspettiamo!

Il Comitato di Condotta Slow Food Cagliari: Raimondo Mandis, Anna Cossu, Massimiliano Cao, Alessandra Guigoni, Alessandro Manunza, Michela Sessini, Fabrizio Mascia, Francesca Delunas, Efisio Secci, Franca Leuzzi, Stefano Olla

Cappereti storici aperti a Selargius. Visita a cura della Comunità del Cibo del Cappero Selargino sabato 20 e domenica 21 maggio 2017

In occasione di Monumenti Aperti(R) a Selargius (CA), nel fine settimana di sabato 20 e domenica 21 maggio 2017, dalle 16 alle 19, sarà possibile visitare i campi storici con i tipici capperi Selargini, in Località Serriana de Baxiu (subito dopo il ponte antico di Via San Martino, sulla destra lungo l’argine del Rio Nou): “le visite al cappereto illustreranno la storia del recupero di un’antica tradizione che caratterizza il paesaggio del territorio selargino, rendendolo unico in Sardegna”, come descrive la brochure su Selargius (scaricabile) e sui suoi luoghi delle visite.

Curerà le visite Marco Maxia, referente della Comunità del Cibo di Slow Food del Cappero Selargino, produttore di prelibati capperi tipici di Selargius e agricoltore con lo spirito del ricercatore, che dal 2000 ha ripreso la produzione, con mille difficoltà, del prezioso vegetale che insaporisce molti piatti con la propria azienda Il Cappero Selargino dei capperi sotto sale o sott’aceto, oltre alla crema di capperi e il paté di capperi, che si sposano ai tanti utilizzi gastronomici: pizze, primi piatti, carni e pesci, insieme a crostini e stuzzichini perfetti per gli aperitivi. (Web: www.ilcapperoselargino.it)

Un vero gesto d’amore per la conservazione ed il recupero di una preziosa bio-diversità agricola, quello di Marco Maxia e della sua famiglia, che ha contagiato altri agricoltori selargini con l’entusiasmo di dare valore ad un prodotto diverso dai capperi industriali: i suoli calcarei dell’agro intorno a Selargius, infatti, sono perfetti per questa delicata infiorescenza, di cui consumiamo sia i boccioli o fiori non ancora schiusi (i capperi veri e propri), che i frutti (cucunci o capperoni) nelle versioni sotto sale marino o in una salamoia sotto aceto, perché conservino il sapore, i profumi e la croccantezza che le mani degli agricoltori curano nella raccolta  tra maggio e giugno.

L’utilizzo del cappero in Sardegna – in cucina e nella medicina popolare – risale almeno alla seconda metà del Settecento; nel Cagliaritano nella prima metà dell’Ottocento sembra venisse usato per stimolare l’appetito. Attualmente i coltivatori del cappero sono concentrati a Selargius, dove predomina una varietà ad alberello di grande bellezza e interesse etnobotanico, naturalistico e alimentare. Nell’agro selargino vi sono diverse piante centenarie, spesso e a lungo abbandonate a se stesse negli spazi rurali tra un quartiere e l’altro della cittadina, che hanno portato ad un serio lavoro di recupero e valorizzazione come bene colturale e culturale della comunità locale, riportando oggi il 95% dei cappereti in produzione (erano solo il 5% nel 200). I coltivatori di Selargius crescono le piante spesso accanto a mandorli, olivi, altri alberi da frutto, filari delle viti, e usano gli alberelli anche come marcatori di confini poderali.

I capperi selargini sono boccioli dal peso inferiore a quelli siciliani, ma offrono un gusto e sapori inimitabili che devono essere conosciuti ed apprezzati, marcando l’enorme differenza da quelli industriali. Nelle tradizioni, infatti, venivano venduti a “misura” e non a peso, proprio per dare il giusto valore a questa eccezionale bio-diversità. Si tratta di una coltura dura, assolutamente biologica, con basse rese per pianta (uno splendido cespuglio verde alto fino a 150 cm), che prevede un raccolta esclusivamente manuale e che deve essere fatta nel giro di pochi giorni, prima che i boccioli (capperi) si schiudano nei fiori meravigliosi ma dalla vita di una sola giornata (vedete la sequenza di foto qui sotto, prese nel giro di poche ore). Dopo la fioritura, la pianta genera i frutti o capperoni, raccolti sempre a mano per poi essere lavorati immediatamente sotto un buon sale marino ed una salamoia di aceto.

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Slow Food Cagliari supporta il Presidio dello Zafferano di San Gavino Monreale alla 26^ Mostra dello Zafferano

Si terrà a San Gavino Monreale sabato 12 novembre il Convegno inaugurale della 26^ Mostra Regionale dello Zafferano DOP, a cui parteciperà Slow Food Cagliari per sostenere con forza i produttori del Presidio Slow Food dello Zafferano di San Gavino Monreale.

Nel programma diversi interventi sui valori gastronomici, culturali, nutrizionali e medicali del prodotto più prezioso della tradizione alimentare sarda, che attraversa la nostra cucina tipica dall’antipasto al dolce, in tutta la Sardegna.

I produttori del Presidio (http://www.fondazioneslowfood.com/it/presidi-slow-food/zafferano-di-san-gavino-monreale/) svolgono un lavoro duro, faticoso ma di assoluta eccellenza nel difendere la produzione storica di una biodiversità locale, al riparo dall’utilizzo di fitofarmaci, prodotti chimici e fertilizzanti, dando valore ad una spezia preziosissima. L’appellativo di “Oro di Sardegna” non deve quindi sembrare esagerato, quando si considerino le numerose proprietà gustative e nutritive dei preziosi stimmi colorati di rosso intenso, che crea il profumato giallo dei risotti, del ripieno di ravioli e pardulas, oltre che di saporite pietanze tradizionali. Versatile, colorito (dava colore alla lana di tappeti e tessuti sardi), dalle proprietà antidepressive, di regolazione dell’apparato digerente e di potenziamento della memoria, è una spezia dal sapore deciso e aromatico, che inoltre rappresenta un caratteristico reddito di multifunzionalità dell’agricoltura.

Il Presidio dello Zafferano di San Gavino Monreale prevede la vendita solo in stimmi, non in polvere (per evitare frequenti manipolazioni e aggiunte improprie), per rispettare il ciclo naturale: i fiori si raccolgono a mano nelle prime ore del giorno (fine ottobre-metà novembre), quando sono ancora chiusi o leggermente aperti, e poi si dispongono dentro le ceste in strati sottili, facendo attenzione a non comprimerli. A questo punto comincia un lavoro meticoloso e delicatissimo, che prevede mestiere, tempo e molta pazienza. Con entrambe le mani si aprono i petali e si separano gli stimmi. Poi, con le dita leggermente unte di olio (extravergine, biologico e prodotto in Sardegna) si umettano e infine si pongono a essiccare. Si possono esporre al sole o sistemare accanto al camino: l’importante è che il calore sia blando (la temperatura non può superare i 45°C) in modo che il processo avvenga lentamente. Il prodotto, una volta essiccato, può essere reperito tutto l’anno.

Vi aspettiamo per conoscere il valore di un lavoro professionale, accurato, sottoposto sia all’autocontrollo degli stessi produttori professionali, che del Disciplinare della DOP Zafferano di Sardegna.

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