Slow Food Cagliari supporta il Presidio dello Zafferano di San Gavino Monreale alla 26^ Mostra dello Zafferano

Si terrà a San Gavino Monreale sabato 12 novembre il Convegno inaugurale della 26^ Mostra Regionale dello Zafferano DOP, a cui parteciperà Slow Food Cagliari per sostenere con forza i produttori del Presidio Slow Food dello Zafferano di San Gavino Monreale.

Nel programma diversi interventi sui valori gastronomici, culturali, nutrizionali e medicali del prodotto più prezioso della tradizione alimentare sarda, che attraversa la nostra cucina tipica dall’antipasto al dolce, in tutta la Sardegna.

I produttori del Presidio (http://www.fondazioneslowfood.com/it/presidi-slow-food/zafferano-di-san-gavino-monreale/) svolgono un lavoro duro, faticoso ma di assoluta eccellenza nel difendere la produzione storica di una biodiversità locale, al riparo dall’utilizzo di fitofarmaci, prodotti chimici e fertilizzanti, dando valore ad una spezia preziosissima. L’appellativo di “Oro di Sardegna” non deve quindi sembrare esagerato, quando si considerino le numerose proprietà gustative e nutritive dei preziosi stimmi colorati di rosso intenso, che crea il profumato giallo dei risotti, del ripieno di ravioli e pardulas, oltre che di saporite pietanze tradizionali. Versatile, colorito (dava colore alla lana di tappeti e tessuti sardi), dalle proprietà antidepressive, di regolazione dell’apparato digerente e di potenziamento della memoria, è una spezia dal sapore deciso e aromatico, che inoltre rappresenta un caratteristico reddito di multifunzionalità dell’agricoltura.

Il Presidio dello Zafferano di San Gavino Monreale prevede la vendita solo in stimmi, non in polvere (per evitare frequenti manipolazioni e aggiunte improprie), per rispettare il ciclo naturale: i fiori si raccolgono a mano nelle prime ore del giorno (fine ottobre-metà novembre), quando sono ancora chiusi o leggermente aperti, e poi si dispongono dentro le ceste in strati sottili, facendo attenzione a non comprimerli. A questo punto comincia un lavoro meticoloso e delicatissimo, che prevede mestiere, tempo e molta pazienza. Con entrambe le mani si aprono i petali e si separano gli stimmi. Poi, con le dita leggermente unte di olio (extravergine, biologico e prodotto in Sardegna) si umettano e infine si pongono a essiccare. Si possono esporre al sole o sistemare accanto al camino: l’importante è che il calore sia blando (la temperatura non può superare i 45°C) in modo che il processo avvenga lentamente. Il prodotto, una volta essiccato, può essere reperito tutto l’anno.

Vi aspettiamo per conoscere il valore di un lavoro professionale, accurato, sottoposto sia all’autocontrollo degli stessi produttori professionali, che del Disciplinare della DOP Zafferano di Sardegna.

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